lunedì 10 giugno 2013

4 - Massimo Jr. D’Auria - Dissonanze

Buongiorno, 
per iniziare la giornata, volevo recensire questo libro, che mi era stato inviato molti mesi prima dall'autore, che ringrazio e a cui chiedo scusa per la lunga attesa. 

Titolo: Dissonanze
Autore: Massimo Jr. D’Auria
Traduttore: /
Pagine: 146
Prezzo: € 8,50
Editore: Sogno Edizioni
Isbn: 978-88-96746-34-9
Genere: Noir, Thriller, Horror 
Serie: /
Data di pubblicazione: 2012
Trama: In ogni esistenza c’è una lieve dissonanza pronta a esplodere con fragore, liberando il suo potenziale distruttivo…


Recensione: Non  sono solita a leggere raccolte di racconti, in tutta la mia breve esistenza ne avrò letti sì e no tre, però ho letto con molto piacere Dissonanze, solo che vari problemi personali mi hanno impedita di concludere la lettura e, quindi, di recensirlo. 

La raccolta è composta da sette racconti, cercherò di "recensirli" uno per volta, senza però fare troppi spoiler. Se, invece, volete bypassare perché non sopportate gli eventuali spoiler, vi consiglio di saltare i sette punti e leggere la sintesi finale.
  • "Incontro al bivio" ci introduce nel mondo di Giacomo, un senzatetto che cerca di annegare i propri ricordi con l'alcol, o meglio del vino scadente di pochi spiccioli. Infatti, il passato lo tormenta privandogli di ogni spiraglio di luce. Eppure Giacomo tira avanti, continua a vivere come un "sub-uomo". Come dice il titolo, il protagonista incontrerà un uomo strano che porterà nella sua vita dei cambiamenti. Ed è proprio da questo particolare incontro che scopriremo il passato del protagonista. I personaggi sono tangibili e la caratterizzazione è ben riuscita, almeno per quanto riguarda il protagonista. D'altra parte, le emozioni sono ben mostrate solo nella prima parte, ma dall'incontro in poi non sono più riuscita a immedesimarmi in Giacomo a prima lettura perché i ricordi, mescolandosi al presente, mi hanno confusa. Il voto per questo racconto è 3,5/5.
  • Il secondo racconto parla di Roberto, Gringo, un uomo estroverso e socievole, che soffre di una strana ossessione. Quando incontra l'uomo in nero, l'ossessione diventa così eccessiva da portarlo alla disperazione. Alla fine riesce a redimersi ma è troppo tardi per ricominciare, le sue azioni ormai non possono più essere cancellate. Questo racconto mi è piaciuto per l'atmosfera di mistero che si instaura grazie all'uomo in nero. Sebbene i colpi di scena finale siano un po' scontati, ho apprezzato come lo scrittore ha incastrato i vari elementi. Le azioni dei personaggi e i pensieri di Gringo non sono banali. E il lasciare un alone di mistero intorno ai doni dello sconosciuto nella conclusione, secondo me, è stata una scelta azzeccata. Forse l'unica pecca riguarda alcune scelte linguistiche, tuttavia per questo possiamo chiudere un occhio. Voto finale 4/5
  • "Quel verso a metà tra un ruggito e un barrito" è la storia di un immigrato alle prese con la realtà italiana. Anche questo racconto mi è piaciuto e mi ha lasciata con una grandissima amarezza una volta giunta al termine della lettura. Ci sono riflessioni molto profonde, frasi molto accurate che rappresentano una realtà sconfortanteche spesso perdiamo di vista a causa dell'indifferenza o perché tendiamo a concentrarci solo su noi stessi. Eppure una realtà che ci è così reale e così vicina... Una delle frasi che mi hanno colpita è questa: "Anche un lavoro onesto può uccidere quando il tuo datore di lavoro fa della sicurezza un lusso."                                 Tematiche a parte, il racconto scorre molto fluidamente assumendo un po' alla volta le caratteristiche di un racconto noir, tendente all'horror. I pensieri di Amadou mi sembrano verosimili e sono incastrati abbastanza bene con le azioni. E i personaggi sono credibili. Anche qui, però, ci sono delle scelte lessicali che non condivido e avrei eliminato qualche domanda di troppo, per il resto mi pare un buon racconto. Direi che rispetto ai primi due questo è il mio preferito. Il mio voto è di 4,5/5
  • Anna è una donna frustrata. La sua vita è costituita prevalentemente dalle attività casalinghe. La sua insoddisfazione giunge al culmine quando vede un nome noto su una locandina, il nome di una compagna di corso di scrittura che è riuscita a farsi strada come scrittrice, mentre Anna che era stata più talentuosa è rimasta nell'anonimato. Da qui comincia il racconto "Scrivere", un racconto noir molto breve che sinceramente non mi è piaciuto molto, forse a causa della sua brevità. Il colpo di scena finale mi è sembrato scorrere troppo velocemente, senza dare al lettore la possibilità di capire le cause della follia di Anna. Infatti, se nella prima parte sono riuscita a immedesimarmi nella protagonista, nella seconda parte non ho potuto seguire né partecipare più alle sue emozioni. Voto 2/5
  • Il quinto racconto è particolare perché si suddivide in due parti. È il protagonista a introdurci nel racconto, parlando in prima persona, ma è un narratore onnisciente a concluderla. Una scelta davvero coraggiosa, secondo me, perché si rischia di confondere il lettore, però in questo caso non succede. Nell'ultima parte, infatti, riusciamo persino a osservare la scena da una cinepresa, come se ci trovassimo davanti a un film horror e stessimo cercando di avvertire il protagonista del pericolo imminente. Ma, come spesso accade, il protagonista non sente le nostre grida e... Elia è un killer di mestiere, ha ucciso 48 persone e il suo lavoro fittizio è il mercante d'arte. Il suo primo omicidio risale a quando aveva dieci anni. Non ha nessun rimorso di quello che ha fatto. Eppure pare che tutti i crimini debbano essere scontati. La storia mi sembra qualcosa di già sentito, ma è comunque molto interessante l'inserimento di una colonna sonora che dà anche il titolo al racconto: "Requiem aeternam". Voto 4/5
  • Il penultimo racconto parla di un personaggio crudele, che ho odiato dal primo istante. "E se dovessi morire?" narra la vicenda di un veterinario con un hobby singolare: quello di sopprimere i cani. Il racconto è molto fluido ed è raccontato così bene che durante la lettura ho immaginato ogni scena. Le sequenze sono descritte con uno stile semplice e crudo. Lo scrittore non tralascia i particolari più cruenti senza lasciare spazio alla fantasia del lettore. Direi che della raccolta è quello che preferisco. Voto 5/5.
  • "La proposta" è il racconto di chiusura. Si tratta di una storia molto breve e racconta della paura di un peccatore e della sua condanna... Sinceramente, non mi è piaciuto molto, però è scritto in maniera fluida e il protagonista è ben caratterizzato. Voto: 3/5.
In sintesi, "Dissonanze" raccoglie le storie di persone apparentemente normali, legati da una realtà emotiva travagliata. Queste persone si distinguono dalle altre per le scelte drastiche ai loro problemi. Infatti, esistono modi e modi per affrontare la vita, ma non tutti scegliamo la stessa strada da percorrere. C'è chi davanti alla paura cerca di fuggire e chi, invece, sceglie di abbatterla prediligendo il contrattacco. Chi posto davanti alle frustrazioni desidera cancellare il problema e chi, invece, annega nella propria sofferenza senza opporre resistenza. Lo stile dello scrittore rimane coerente in tutta la raccolta, sebbene siano utilizzate tecniche differenti
È un libro piacevole da leggere e che ho concluso in pochi giorni. Una lettura che consiglio vivamente, anche alle persone che come me non sono amanti di questo genere.
Nel complesso i racconti mi sono piaciuti e, anche se la media matematica è un 3.4, il voto finale è:


Massimo Junior D'Auria nasce il 06/11/1989 a Napoli,ma risiede da diversi anni a Casavatore (NA).
Frequenta l’università Federico II di Napoli, nella fattispecie la facoltà di Lettere Moderne.
I suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie tra cui, quelle:
Giulio Perrone Editore (ira, superbia, accidia nella serie dei sette vizi capitali); 9muse.net (Amore 2.0 – amori liquidi e ipertecnologici); Delos Books (365 racconti erotici per un anno, 365 racconti sulla fine del mondo – di prossima pubblicazione). Ha pubblicato oltre a Dissonanze; La vita degli altri(2009, Arduino Sacco Editore); Nero n.9(2010, Sogno edizioni). E' stato inoltre curatore della selezione editoriale Nerinchiostro,la prima antologia targata Sogno edizioni,ed è curatore della collana "Orbite Nere" per conto della Sogno edizioni.


Spero di essermi riuscita a spiegare, alla prossima







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